2021, Blue Room House, rock elettronico

  1. Alianti
  2. Siamo meno soli in due
  3. L’ora d’aria
  4. Divino
  5. Immaginaria
  6. Tutta quanta l’aria
  7. Il caro e buon vecchio S
  8. Anche se
  9. L’aria fresca del mattino
  10. La composizione dell’aria

L’azzurra vertigine di un volo

Oggi ho deciso di salire in montagna ad ascoltare musica nel tepore primaverile. Raggiungo un punto alto da cui riesco a vedere nitidamente il mare, mi siedo comoda per terra e guardando tutto quell’azzurro vibrante, decido di ascoltare “Alianti” dei Quadrosonar, metto le cuffie e lascio fare alla traccia il resto.

Nei primi secondi sembra di scivolare dentro un oscuro mantra aum, ma in versione elettronica, che anticipa il graffio rock del primo tocco di chitarra, spezzando il fiato come in un decollo. Quello che il testo tace in questa introduzione, lo racconta benissimo la musica, a tratti dalle sonorità pinkfloydiane, che suggestiona come sanno fare certe colonne sonore.

Ascoltando questo pezzo, dovendo scegliere un elemento che ne descriva al meglio l’atmosfera, scelgo senza dubbio l’aria, quella che ti sferza il viso quando sei sulla moto o che sostiene il volo di un uccello. Il brano, d’altra parte, si intitola “Alianti” ed è il quarto singolo estratto da “La composizione dell’Aria”, un concept album del 2021 nato dal sodalizio dei Quadrosonar con il compositore Vladimiro D’Angella, autore di musiche per il cinema. In questo brano, così come nel resto del disco, viene usato uno stile di scrittura cinematografico. Ma ritengo che con questo lavoro i Quadrosonar vadano anche oltre, capaci di catapultarti in volo, riuscendo davvero a farti provare una sensazione di vertigine e meraviglia. “Come alianti sparire all’orizzonte, volare su per ore senza motore” queste le parole di apertura del pezzo, in cui si esprime la metafora della fragilità e al tempo stesso della leggerezza della vita. L’aliante, che solo con l’aria vola libero e leggero, ci porta a planare sul mare e tra i palazzi, e un po’ come un rapace ci fa cogliere la realtà da un punto di vista esterno e nitido.

La sensazione di vertigine e meraviglia è mantenuta e accentuata anche grazie al ritmo della drum machine prima e della batteria poi, che ricordano un cardiopalmo, lanciandoci a volare “sospinti dal vento” in un crescendo incalzante, di volumi, suoni e intrecci di voce in stile rock, perché come ogni volo che si rispetti bisogna passare da momenti di pace sospesa a picchi audaci!

Allora non vi resta che buttarvi!

Lilah

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