Sette anni, come quelli in Tibet, ci ha messo il buon Bernasconi, a concepire e partorire la sua nuova Meraviglia che mi auguro sia già patrimonio dell’Unesco!

Breccia nel cuore, nell’anima e nella Terra, quella cantata nel laghèe nazionale (il dialetto di quel ramo del laagh de Comm) dal saggio cantastorie Davide Van De Sfroos che ci delizia con questo nuovo lavoro ricco di poesia e sfumature celtiche, per riportarci non solo agli albori della civiltà, ma anche a quelli della sua carriera.

Sonorità antiche che vibrano intense nella storia e nell’anima della gente semplice, e liriche che cantano questa gente semplice.

Storia catturata in un album che, vi prego, non può essere limitato all’ascolto nella sua forma digitale.

Van De Sfroos stavolta affonda più duro del solito e strappa facilmente lacrime di commozione nella poesia/preghiera “Oh Lord, vaarda gio” duettata con Zucchero Sugar Fornaciari e uno splendido Mauro Corona danzante nei suoi boschi.

Grazie Davide, la mia vita è segnata dalle tue canzoni.

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