2022, autoprodotto, metal

  1. Through The Void
  2. Hypocrisy
  3. Run
  4. Time Machine
  5. Innocent
  6. Violence
  7. Earthquake
  8. Through The Void – radio edit

Il Metallo alla vecchia

Cosa succede a un metallaro quando è in crisi di mezza età? Compra una moto? Trova l’amante? No! Rimette insieme la vecchia banda. Esatto, come i Blues Brothers. Invece di sax e armoniche però si riesumano distorsori, casse Marshall e tutti in sala prove. Gli EGO sono infatti una band di fine anni ’90 che, dopo una lunga assenza dalle scene, ha deciso di tornare sui propri passi per riproporre il loro suono migliorandolo con l’esperienza di chi non è più di primo pelo.

Sette tracce che filano lisce come il petrolio incendiato sul suolo dell’inferno. Un trash metal che, senza troppi orpelli, arriva dritto allo scopo, far scuotere la testa capellona o meno di noi metallari nostalgici in un headbanging spietato. Il cantato, pulito e melodico, è forse più vicino a produzioni contemporanee ma l’architettura che lo sorregge è decisamente âgée, nel senso più positivo del termine.

La copertina, con tanto di fungo atomico in TV, mi fa pensare ai Nuclear Assault e devo dire che le similitudini sono tante anche nella composizione. Sicuramente in “Hypocrisy”, una delle mie tracce preferite sia per l’intro di basso che per il ritornello con botta e risposta di voce e chitarra in bending, molto efficace.

Per un attimo sembra che ci concedano anche una ballad con “Innocent” ma è solo un arpeggio pulito che dura giusto un intro e una mezza strofa e poi si torna a spingere sul pedale del distorsore.

Forse avrebbero potuto osare di più cercando scelte più originali ma alla fine si capisce il desiderio di rivivere un passato in cui il bello era sudare in sala prove e nulla più.

Essendo uno dei miei film preferiti, ho apprezzato molto gli inserti audio di “Grosso guaio a Chinatown”. Questo connubio fra cinema e metal mi ha portato a riflettere sul fatto che, in un’epoca in cui anche Tom Morello scrive un pezzo trash metal per il film “Metal Lords”, possiamo forse dire che questo genere sta vivendo una seconda giovinezza. Da parte mia lo spero. Horns up!

Padre Gutiérrez

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