1988, Epic, hard rock/heavy metal

  1. Miracle Man – 3:44
  2. Devil’s Daughter (Holy War) – 5:15
  3. Crazy Babies – 4:15
  4. Breakin’ All the Rules – 5:15
  5. Bloodbath in Paradise – 5:03
  6. Fire in the Sky – 6:24
  7. Tattooed Dancer – 3:53
  8. Demon Alcohol – 4:30
  9. Hero – 4:49

Ozzy Osbourne never dies!!!

L’album che vi propongo oggi come recensione ha per me un valore affettivo molto particolare, infatti questa più che una recensione sarà un mio personale remember, non vogliatemi male.

Il motivo di questa manfrina è che il predetto album fu, alla tenera età dell’adolescenza (forse 2001/2/3 chi se lo ricorda ormai) il mio primo cd musicale acquistato.

Con l’intento di appunto comprare un cd (a caso, solo per la gloria di averne uno per la prima volta), presi il mio bel motorino e mi addentrai in un negozio rinomato di Legnago (Ferrarini se non ricordo male, ormai storia), in provincia di Verona.

Al tempo conoscevo ben poco di Ozzy Osbourne e della sua musica, nonostante già avessi sentito qualcosa dei Black Sabbath da cassette di mio fratello o altri.

Imbattuto in questo album, riconoscendo a memoria il nome dell’artista e plagiato dalla copertina particolare, lo comprai. E devo dire che fu un acquisto azzeccato e apprezzatissimo, tantoché negli anni a venire completai la discografia del nostro mad man.

Torniamo ad oggi. Riascolto questo album (ormai su spotify, RIP Cd-ROM)… e oltre a scendermi una lacrimuccia per i miei beati anni di adolescenza andati, ripasso le canzoni e quello che mi hanno lasciato da tempo.

5° album solista di Ozzy in cui ha esordito un chitarrista che negli anni successivi sarebbe diventato un pioniere di tecnica e stile chitarristico dell’heavy metal e rock in generale : Zakk Wylde.

Lo stile di Zakk si può sentire già nell’entrata del primo brano, Miracle Man… questo suo modo di far “fischiare” le chitarre tramite armonici artificiali, tirati in bending fino al limite del violento, ti entra in testa.

La voce del nostro Ozzy, inimitabile, si sente e apprezza in ogni singolo brano (qui era ancora abbastanza giovane da saper sfruttare la sua ugola, già comunque messa a dura prova dalle droghe pesanti).

Tutti i pezzi si rifanno al rock più grezzo e lanciato (non mi piace definire il genere dell’album metal, perchè la ritmica e lo stile musicale e del cantato di Ozzy non li riesco a racchiudere in questo genere).

In conclusione, mi viene da dire che questo album è un gran album ROCK, che fa ballare, esaltare e saltare ogni amante del genere.. tutte le traccie hanno una carica particolare e sicuramente non vi verrà voglia di skipparlo

Forse perché sono di parte, non c’è una canzone di questo album che non mi piaccia o che sovrasti le altre… ascoltatele tutte e godete ❤

Ozzy Osbourne never dies!!!

Corda Rotta

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