2021, autoprodotto, folk

  1. Ginestra
  2. Lucilla
  3. Un bicchiere d’acqua
  4. Foglie colore
  5. Cenerentola

Poesia e Bob Dylan

C’è un artista che si chiama Gabriele Zambelli. Vi assicuro che c’è, anche se ama stare nascosto. Dico “artista” perché di lui si può dire. Sebbene il più delle volte chi si cimenta con più arti contemporaneamente non ne sa gestire mezza, ecco l’eccezione. Zambelli padroneggia l’arte della musica, della scrittura e dell’immagine con estrema destrezza ed equilibrio. Lo stile è suo e solo suo. Lo custodisce con affetto, con amore, perché è d’amore che è fatta la sua arte.

La sua produzione musicale è un fiume che non si argina. “Urgenza” è la parola che si usa di solito per descrivere tanta produttività. Peccato che solo un EP sia fruibile nel grande oceano digitale del commercio musicale. Ce lo faremo bastare, per ora.

Si tratta di 5 canzoni in cui tutti gli strumenti e le voci sono suonate e cantate dallo stesso Zambelli.

I testi, rigorosamente in italiano, sono spesso flussi di pensieri e immagini che rotolano su ritmiche folk e blues. Arrangiamenti essenziali che lasciano spazio al canto e alle doppie voci, nonché a qualche slego di Stratocaster. Storie intime ambientate in appartamenti carichi di ricordi, viottoli che portano sotto la finestra dell’amata, treni da prendere e odore di tigli. Musica fatta come una volta, “proprio come una volta”, e per questo rievocano sensazioni del passato. Un passato semplice e poetico.

Zambelli, esci dal nascondiglio con le mani sulla chitarra e pubblica altre canzoni.

Padre Gutiérrez

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