2020, Dio Drone/Shove Records/Coypu Records/Hellbones Records, post-metal

TRACKLIST

  1. Elysium
  2. Mythras
  3. Vacuum
  4. Lux Æterna
  5. Resurrecturis








Epico e monumentale, benvenuto nella tormenta

Cosa può succedere al trentanovesimo giorno di “quarantena” da covid-19, se non ricevere la mail con il disco Ver Sacrum dei veronesi WOWS?

Sembra una cosa tipo quei meme sul 2020, bisestile, con la pandemia in corso, etc

È quasi mezzanotte, le cuffie le ho già addosso da un po’ – che mi stavo ascoltando musica rilassante per scrivere e – perché non ascoltarsi la pace indotta dalla band post-metal veneta, prima di mettersi sotto le coperte?

Passeggiamo assieme tra una traccia e l’altra, in quello che potrei raccontarti come un pic-nic in un cimitero molto affollato.

L’intro dell’album? Un bel piano-paranoia che ti rizza già tutti i peli del corpo: senti che la sfiga, di qualcosa di brutto e malato sta per arrivare alle spalle e possederti (sì, anche in quel senso).

Poi senza che te ne accorgi, sei già sotto alle mitragliate di Mythras, tra urla distanti e riverberi dentro di te.

Del videoclip del pezzo, ne ho già parlato QUI.

Tu pensi che sia finito, ma il blastbeat della seconda traccia presto riparte e ti travolge in un vortice di caos sonoro tra chitarre del demonio e giri di basso che sembrano accompagnarti al patibolo.

Poi due-tre cannonate, come i fuochi d’artificio in riva al mare, e un demone ti pugnala il fianco, gridando “Vacuum”!

Il riff di chitarra è ansiogeno, ma in pochissimo tempo viene placato dal soave canto che sai già che non durerà in eterno, infatti le chitarre aprono un pozzo nero, che si affaccia sul baratro dell’infinito spaventoso che l’entità WOWS riesce a creare ad ogni battuta che avanza.

È simpatico come, nel 2020, nell’era del tutto e subito – se no non si vende – ci siano gruppi che se ne fregano altamente di ogni regola e la prendono a calci polverizzandola, seguendo solo il proprio Credo. Le tracce da oltre 13 minuti non sono più prerogativa del prog , ma sono la necessità di un’espressione, è ovvio. Espressione che non si poteva risolvere in meno tempo, o in più tracce, o per accontentare il mercato. Qui non si tratta di soglia dell’attenzione, alta o bassa che sia, un disco del genere te la strappa dalla testa, la coscienza, e ci gioca, e della tua attenzione puoi anche dimenticartene tranquillamente: sotto ipnosi tutto quello che accade, ti rimane dentro ed è così che Ver Sacrum si insidia dentro di te.

Tu appartieni al disco, e non il contario.

Gli WOWS entrano sempre più nell’anima del genere maledetto a cui appartengono e dentro ci si muovono lenti e costanti, pesanti, gli fanno sentire chi sono i portavoce di cui si è munito e circondato.

Le urla contenute tra queste tracce, sembrano provenire dagli inferi, da un pozzo che porta alle profondità del cosmo, dove nessuno può sentire, ma sulla Terra, quella disperazione arriva (se di questo si tratta), o rabbia, o bisogno.

Le chitarre sembrano un mantra, che si ripete, le basse frequenze affidate a synth e testate che nemmeno Trump ne potrebbe possedere di migliori! Un’ipnosi mistica che si ripete.

Fai partire il disco, e in un attimo sei in balia dello stesso. Non puoi fermarlo, deve finire e finirti.

Se il burrocacaorosa è figlio del diavolo, qui abbiamo l’esercito delle anime dell’inferno a ricordare cosa significhi suonare cattivo e pesante.

Un consiglio? Non fare come me! Chiuditi a chiave in camera quando lo ascolti, perché se malauguratamente uno dei componenti della tua famiglia arriva e ti tocca una spalla, i brividi fino alle gambe non ti mollano per un bel pezzo.

WOWS in cuffia, volume a palla, grida e chitarre stridenti come un trapano a percussione nel cervello, sei in trance, e con la coda dell’occhio ti trovi una figura alle spalle: non farlo.

Mettiti al sicuro prima di fare questa esperienza.

Un voto? Non lo do. Se un disco è qui, è perché lo reputo figo.
Un accostamento? Samara con la fisicità di Jason.

Ascoltalo. Questi scrivono in latino, su suoni più vicini al percepibile dai tessuti molli del corpo che al normale udito umano.

Resurrecturis ti dà l’ultima pedata nello stomaco prima di ribaltare gli occhi per cercare di guardare dentro di te.

A ‘sto punto…Memento Mori e buon ascolto.

WOWS:

I “Ver Sacrum” erano una pratica rituale sacra nell’Italia antica, prima dell’ascesa dell’Impero Romano. I bambini nati in un mese specifico dell’anno (in primavera) venivano presi e cresciuti come colonizzatori di nuovi territori.

Abbiamo scelto questo nome per il nostro album perché volevamo anche noi esplorare e conquistare nuovi territori sonori, oltre che per il suo gusto mistico e misterioso che si riflette anche nella nostra musica.

“Ver” significa “primavera”, e l’album viene pubblicato in questa stagione dell’anno. Purtroppo in questa particolare primavera, una pandemia mai vista prima si è abbattuta sul mondo. Abbiamo deciso di pubblicare comunque in questo momento la nostra musica, speriamo di dare conforto alla solitudine che molti stanno vivendo e speriamo che questo difficile momento giunga presto alla fine”

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