Paolo Birro suona John Coltrane al piano

L’accogliente sala civica Turri dell’Arena Corte Torcolo di Cavaion Veronese ospita Paolo Birro e la platea di partecipanti con il calore che solo le antiche costruzioni sanno trasmettere e con un’atmosfera rilassata, perfetta per le due ore di concerto didattico dedicato alla figura del grande sassofonista e compositore John Coltrane, in occasione del centenario della sua nascita.

Birro alterna nozioni, aneddoti e canzoni, suonate magistralmente da lui, al piano, e qualche ascolto delle versioni originali. Il pubblico è silenzioso e attento; ascolta in religioso silenzio l’essenza di una vita raccontata dalle composizioni dell’autore, perché Coltrane, come più volte fa notare Birro, si è raccontato attraverso la musica, non sono canzoni fini a se stesse, ma una vera e propria autobiografia.

Nel 2026 ricorre anche il centenario di un altro Maestro del jazz: Miles Davis, ma oggi ci si dedica a Coltrane, che già il tempo è al limite per una vita così ricca.

La sala è ben illuminata dal cielo, che entra prepotente dall’esterno, ma è dentro che l’anima è viva grazie alle note e alle composizioni innovative e visionarie che la stanno animando.

Paolo Birro è un pluripremiato pianista jazz, tra i più influenti del panorama italiano, musicista che vanta numerose collaborazioni con i più grandi nomi internazionali e ricopre la cattedra di piano jazz presso il conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza. Analizza i brani e accompagna i presenti, tra cui molti musicisti, nelle varie fasi della vita di Coltrane attraverso le sue canzoni.

Il concerto didattico apre con due brani agli antipodi, “Leo” e “Straight Street”, in cui mostra subito il forte cambiamento e l’evoluzione compositiva di Coltrane, che visse totalmente devoto alla musica e al suo pefezionamento.

Durante l’ascolto dei brani originali, Birro espone un’attenta analisi senza cadere troppo nel tecnico, toccando nozioni, argomenti e dettagli che lasciano la possibilità anche ai meno esperti di comprendere l’argomento, ma soprattutto mantenendo un ottimo ritmo free che ben si addice a un jazzista.

Un musicista, Coltrane, che sembra quasi abbandonare i dogmi del genere per dare spazio a una sorta di flusso liberatorio, minuziosamente composto e studiato. Infatti “era solito portare a esaurimento ogni aspetto e argomento musicale che affrontava, fino a doverli abbandonare, cambiare, evolvere in qualcosa di nuovo”.

Birro ci accompagna nell’anima delle composizioni di un musicista legato a famiglia, relazioni umane, cosmo e spiritualità; un sassofonista pioniere di molti nuovi stili e quasi ossessionato dallo studio delle note.

L’evento, organizzato da Gde MUSIC ha offerto la colonna sonora perfetta per una domenica di primavera affacciata sugli ulivi gardesani e il lago in lontananza.

Due ore ricche, alla scoperta del mondo di uno dei musicisti più importanti del panorama jazz. Due ore che volano e non bastano a raccontare tutto il mondo di Coltrane, ma che lasciano la giusta voglia di approfondire e tornare a, chi lo sa, un incontro successivo.

La Scimmia Verde

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