2022, autoprodotto, cantautorato

nelle stanze della mente ep
  1. Arnastapi
  2. Gengive
  3. Ippolita T.
  4. Temporali
  5. Cristalleria
  6. Alieno

Accontentare il proprio Io

Molti musicisti hanno dedicato il loro tempo alla produzione di nuove canzoni durante la “clausura” dettata dalla pandemia. Uno di questi è Emiliano che ha dato vita al suo lavoro da solista proprio grazie al tempo concessogli dal primo lockdown.

Gli strumenti utilizzati per questo EP XL (come lo definisce lui) sono chitarra, voce, erhu, handpan, synth analogico, drum machine analogica e rumori ambientali. Tutto registrato in casa. Da solo.

Quando sei solo e senza vincoli contrattuali hai una libertà che ti guida spesso verso territori inesplorati. Il titolo del disco ci fa intuire che questi luoghi altro non sono che quelli della sua psiche. Un viaggio introspettivo fra stanze che sono il luogo in cui si è imprigionati e costretti a fare i conti con sé stessi.

Diciamo che Emiliano non rende la vita facile all’ascoltatore. Lo accoglie nella sua mente con quasi 4 minuti strumentali in cui versi di gabbiani e rumore di onde che si infrangono fanno da sottofondo a poche note di piano. I meno temerari a questo punto farebbero inversione di marcia per tornare alle rassicuranti mura di casa propria.

I più coraggiosi (e diciamolo, i più sensibili), che sanno come godersi un bel viaggio, verranno ricompensati con una serie di composizioni inusuali nell’arrangiamento e nei testi. Linee melodiche originali che tramutano versi naif in pura poesia come in “Gengive” nel suo mantra finale. Un arpeggio alla “Everybody hurts” accompagna “Ippolita T.” fino a trasformarsi in una cadenza marziale e nostalgica. Forse memorie di amori passati. In “Cristalleria” Emiliano si concede un altro brano strumentale meno minimale del precedente aiutato dalla ritmica dell’handpan, strumento col quale ha una certa dimestichezza. Gli accompagnamenti di chitarra dissonanti rispetto al cantato rendono “Alieno” un altro piccolo gioiello.

Cazzo ridi, non lo vedi come siam messi? Lobotomizzati dagli aperitivi” è il verso che preferisco di tutto il disco.

Emiliano non ha composto queste canzoni con l’idea di piacere a un pubblico. Sono nate per piacersi ma mai per compiacere. Sono nate come quando ti nasce un figlio e l’istinto ti dice di accudirlo per sempre.

Padre Gutiérrez

ASCOLTA “NELLE STANZE DELLA MENTE” SU BANDCAMP

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