Copertina del disco della colonna sonora di Arancia Meccanica, il film di Stanley Kubrick.

La scorsa settimana sono tornato al cinema per godere della vista, su 20 metri di schermo, di uno dei capolavori del cinema, a mio avviso: “Arancia Meccanica“!
Posseggo da molti anni il dvd di uno dei film più iconici di Stanley Kubrick, ma l’idea di vedere le fantastiche avventure di Alex e i suoi Drughi su una superficie grande quanto casa mia, mi ha imposto di alzare il fondoschiena, pagare e godere.

Al di là della storia, tratta dal romanzo di Anthony Burgess e dell’insuperabile regia di Kubrick, mentre ero in poltrona, sommerso da pop-corn e ultraviolenza, sulle note della Nona sinfonia del grande Ludovico Van, ho realizzato che… non ho (non aveeeevo!) il disco di questa meraviglia.
“Venite dallo zio a sentirli per bene: ho gli arcangeli con le trombe e i diavoli coi tromboni! Ambedue siete invitate!” recita il nostro Alex, al negozio di dischi.

“Arancia Meccanica” in particolare è un film in cui la musica ha un ruolo fondamentale tanto quanto fotografia, storia e scena. Vivendo in prima persona la terapia Ludovico, un fremito mi ha percorso tutto il corpo: devo avere la colonna sonora di Arancia Meccanica!

Ora, tutti i film necessitano di una valida colonna sonora e si sa, la musica fa la differenza, modificando l’intenzione della scena. Basti pensare a “Blob”, in cui scene di violenza, momenti grotteschi di televisione, vengono accostati a musichette sbarazzine o arie dolci e raffinate su immagini di guerra o devastazione ambientale. Ecco creato un punto di rottura e forte contrasto tra ciò che vediamo e ciò che sentiamo.

Resta che alcuni film danno particolare importanza alla musica e “Arancia Meccanica” è uno di questi.

Il potere della colonna sonora: facciamo i tecnici per un attimo!

Per essere precisi, la colonna sonora di un film comprende anche dialoghi, rumori, musica e tutto ciò che fa parte del sound design, ma io, in qualità di Scimmia Verde, mi atterrò all’accezione più volgare del termine, intendendo la colonna sonora come la compilation di musiche che accompagnano il film.

Esistono tre principali “accompagnamenti sonori” al cinema: Score, Soundtrack e Colonna sonora originale.

Lo Score sono le musiche strumentali scritte appositamente per un film (es. le musiche composte da Hans Zimmer per “Il Gladiatore” o da Ennio Morricone per i film di Sergio Leone).
La Soundtrack è l’insieme di tutte le musiche utilizzate nel film, strumentali o cantate (Es. Whitney Houston in “The Bodyguard”).
La Colonna sonora originale (OST) racchiude un po’ entrambe le altre due categorie.

Ad ogni modo, fuori dai tecnicismi!
La colonna sonora di “Arancia Meccanica”, composta da Wendy Carlos, è un capolavoro che unisce musica classica e cinema moderno:

Title Music From A Clockwork Orange
The Thieving Magpie (Abridged)
Theme From A Clockwork Orange (Beethoviana)
Ninth Symphony, Second Movement – Abridged
March From A Clockwork Orange (Ninth Symphony, Fourth Movement – Abridged)
William Tell Overture – Abridged
Pomp And Circumstance March No. 1
Pomp And Circumstance March No. IV – Abridged
Timesteps (Excerpt)
Overture To The Sun
I Want To Marry A Lighthouse Keeper
William Tell Overture – Abridged
Suicide Scherzo (Ninth Symphony, Second Movement – Abridged)
Ninth Symphony, Fourth Movement – Abridged
Singin’ In The Rain


Musica e cinema: emozioni sonore

A proposito di influenza musicale nel cinema, in questa pellicola è notevole il contrasto tra amore per la musica classica e ultraviolenza senza scrupoli (culminando anche in omicidio).

Qui, la maggior parte delle scene, sono accompagnate da arie soavi, allegre, spensierate e romantiche, come la scena del pestaggio e dello stupro a casa dello scrittore, sulle note di “Singin’ in The Rain”.
(Tra l’altro pare che questa scelta sia arrivata del tutto casuale: Kubrick non era convinto del girato, chiese a McDowell di rifarla canticchiando e l’improvvisata cadde su questa pietra miliare della musica).

Ultimamente l’internet è ricco di meme che dimostrano quanto la musica sotto una scena possa cambiarne completamente l’attitudine.
Pensate un po’ se questo film avesse avuto come sottofondo, che ne so, i Rammstein! Per carità, magari una nuova visione, ancora più violenta.

Ma l’eleganza di quell’Alexuccio bello, tutto acqua e sapone, colto e astuto, che nella sua raffinatezza fa esplodere il mondo di violenza inaudita senza alcun ritegno, abusando di una donna, pestandone il marito, mentre assiste alla scena, canticchiando allegramente “Just – singin’ – in – the – rain!” a suon di ceffoni e calci.

Decisamente più potente la scelta del regista.


Insomma, non volevo scrivere un trattato sulle colonne sonore nel cinema, nonostante queste siano una delle mie scelte preferite in ambito musicale perché, per come le vedo io, sono delle compilation curate che uniscono musica e immagini, con la giusta dose di ricerca e selezione, racchiudendo canzoni memorabili (pensate solo a “Where is My Mind” dei Pixies… non è subito Edward Norton alla vetrata?).

La verità è che volevo semplicemente condividere con voi il piacere di ascoltare gli arcangeli con le trombe e i diavoli coi tromboni, rivivendo ogni scena della combriccola dei Drughi, seduto sulla poltrona, vivendo il tempo scorrere a 33 giri (e un po’) al minuto.

La Scimmia Verde

Lascia un commento