“The poet laureate of the apocalypse” l’ha definita Pitchfork mentre, parlando della sua musica, The Guardian ha scritto: “Moor Mother esplora il potenziale del suono di evocare ricordi come veicolo per navigare nel tempo”.

La XVII edizione di Short Theatre, festival internazionale di performing arts e creazione contemporanea, presenta una degli esponenti di punta della nuova e più radicale scena jazz: Camae Ayewa aka Moor Mother.

La cantautrice, poetessa e attivista afro-americana di Filadelfia si esibirà live sabato 17 settembre all’Angelo Mai per la penultima giornata del festival e nell’ambito di Merende, il progetto residente del collettivo di Erika Z. Galli e Martina Ruggeri Industria Indipendente.

Fondatrice, insieme all’avvocatessa e scrittrice Rasheedah Phillips, del Black Quantum Futurism, progetto collaborativo che esplora le intersezioni tra futuri possibili, media, estetica DIY e attivismo nelle comunità emarginate, Moor Mother arriva a Short Theatre dopo un ungo tour mondiale per presentare le composizioni del suo ultimo, celebratissimo album Jazz Codes, uscito lo scorso luglio. Un disco nato da una raccolta di poesie scritte in onore di icone del jazz e del blues come Woody Shaw, Amina Claudine Myers e Mary Lou Williams che prende il free jazz come punto di partenza per spaziare fra R&B e hip-hop, urban poetry e afro-futurismo, improvvisazioni vocali e vertiginose linee di pianoforte.

Secondo Rolling Stone “Moor Mother è oggi l’artista capace di raccogliere le sollecitazioni dell’afro-futurismo per trasportarle in un articolato progetto multidisciplinare, in cui musica, poesia e attivismo convergono in un percorso fatto di grandi album e coraggiose collaborazioni, performance appassionate e versi sferzanti.”

Prima del live di Moor Mother, il programma del 17 settembre che vede insieme Short Theatre e Merende si apre con la presentazione del libro L’arte queer del fallimento (Minimum Fax) del teorico e docente americano Jack Halberstam in dialogo con l’attivista e sociologo Elia AG Arfini, la teorica attivista Ilenia Caleo e l’artista indipendente e attivista culturale Maddalena Fragnito. La serata poi proseguirà fra live e dj set con Bunny Dakota, TOMBOYS DON’T CRY (Tzaziky&Crack/Alieni), Mary Gehnyei, La Diferencia, Sandra Mason, Qursarina.

Moor Mother

Camae Ayewa ha animato per anni la scena musicale underground di Filadelfia, prima di trasferirsi a Los Angeles per insegnare composizione alla Thornton School of Music della University of Southern California. Ha pubblicato il suo album di debutto come Moor Mother, Fetish Bones, nel 2016, e da allora ha continuato a rilasciare musica riscuotendo successo sia come artista solista che in collaborazione con altri musicisti che condividono la sua spinta a scavare all’interno del non-raccontato. Si è esibita con i gruppi di free jazz Irreversible Entanglements e Art Ensemble of Chicago e ha inciso dischi con Billy Woods, Mental Jewelry e YATTA. Nel luglio 2022 rilascia Jazz Codes, suo secondo album.

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