Ahimè la notizia del giorno è la triste scomparsa dell’immenso Franco Battiato. Non riesco a definirla una perdita, nel senso che la bellezza e la ricchezza culturale che ci ha lasciato, non andranno certo perse.

Capita a volte di versare lacrime per degli estranei, che estranei non sono, come nel mio caso stamattina, quando ho appreso la triste notizia.

Lui non voleva essere chiamato Maestro, e proprio per questo lo era davvero.

Lui stava sopra e da oggi sarà ancora più in alto, ma in fondo, la sua anima era già in luoghi incomprensibili per noi umani normodotati.

Lo vidi in concerto nel 2012 mi pare, mi recai al mio posto col collare ortopedico, fresco di ospedale e incidente, e quella fu la mia medicina. Portai La Cura all’esame di canto qualche anno più tardi, sentendo in qualche modo di violentare un capolavoro che solo da quelle labbra aveva diritto a uscire, perché era in quel corpo che quella meraviglia era nata.

Caro Maestro, ultimamente stavo ascoltando i suoi primi lavori (Fetus e compagnia bella) e di certo all’epoca era ancora più ermetico e incomprensibile ciò che avrebbe poi lasciato al mondo e alla gente come noi.

Grazie, per avermi insegnato la poesia, la bellezza, l’acutezza di sguardi nuovi e l’uso della nostra meravigliosa lingua. In qualche modo oggi un mio riferimento se n’è andato, ma fortunatamente ha lasciato un’eredità immensa al mondo.

Ho sempre sostenuto, scherzosamente, che Franco Battiato è un’essenza, uno stato mentale, che va oltre le dimensioni comprensibili e concepibili da noi umani, ma anche lui, in fondo, era un uomo, più semplice e umile di molti di noi; un essere umano dall’anima enorme ed eterna,
ancora una volta
GRAZIE

Un pensiero riguardo “Maestro… è stato un onore

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