2020, The Boring Label, punk rock/Cantautorato

luframilia migliaia di frammenti di luce

1. Eclisse
2. Caos
3. Resisto e non combatto
4. L’eremita postmoderno
5. ROAC
6. Migliaia di frammenti di luce
7. Nel vuoto
8. Gravitazionale
9. Viaggio nel tempo
10. Non pulite questo sangue
11. Amori telecinetici
12. Estrema unzione
13. Dimenticare la polvere
14. Apocalisse

Niente santi, padroni o bandiere: chitarre distorte e tanto da urlare

Il tiro di una band punk rock si concentra tutto in un singolo individuo: Luframilia!

Luframilia, progetto solista di Davide Bolignano, si presenta così.
In realtà dapprima mi inganna sorridendomi dolcemente con un’intro arpeggiata di chitarra acustica (e non te l’aspetti da un solista?).

Al cinquantaduesimo secondo però arrivano dritti nelle tempie e ben assestati un gancio destro, sinistro, destro e di nuovo sinistro per annientare la guardia e far entrare dritta sul muso la chitarra distorta di Caos.

Finalmente! Liriche, parole sensate! Questo è il disco che voglio ascoltare! Ok, ok: io sono di parte e ho una dipendenza dall’attitudine punk-rock, ma quando un album come questo arriva alle mie orecchie, fa immediatamente breccia.

Migliaia di Frammenti di Luce è il risultato di anni di lavoro, di testi e brani accantonati (li immagino tra cassetti, pezzetti di carta, note sul telefono e file word), maturati abbastanza per bussare alla porta del mondo e sfondarla per dire qualcosa, il che non è così scontato.

Arrivano messaggi, frasi da segnarsi perché sono importanti, di speranza, di cambiamento, di ideali da portare avanti e nelle melodie cucite attorno a queste parole trovano tutta la giustizia che meritano.

Un disco ben fatto in tutte le sue parti. Ogni brano ha un sound curato, il messaggio e le parole che arrivano e penetrano nella corteccia cerebrale sono accurati, mirati, pensati e pensanti.
I brani si alternano in una danza che non abbandona mai la grinta nonostante ogni tanto si accomodi per riprendere fiato e queste pause sono necessarie per lasciare il tempo di comprendere la potenza esplosiva dell’album.

E poi sono necessari anche i lenti per fare in modo che il disco non sia riassumibile in un semplicistico “spacca!”

Il disco è centrato e non perde mai di vista la linea che lo conduce nel mondo. I brani ruggenti hanno un costante velo di sensibilità e quelli più sussurrati nascondono un graffio che si percepisce ben oltre l’approccio vocale.

Luframilia ha sulle spalle esperienza, le dita del ragazzo devono essere callose e la corde vocali ben rinforzate per affrontare vita e palchi.

Ora fatti un regalo: infila il jack nell’uscita audio del pc, alza il volume affinché tutti i tuoi vicini possano sentire quello che Davide, in arte Luframilia, ha da dire!

Ah già! Ho parlato di punk, ma si tratta ovviamente di un disco cantautorale.

“Dai spezza la catena
della vuota ignoranza
e scappa dal sistema
di inutile dualità
e dai adesso grida
lassù dalla tua cima
risuona la sirena della tua libertà”

L’eremita postmoderno – Luframilia

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