2019, Roadrunner Records, Metal

TRACKLIST

  1. Insert coin
  2. Unsainted
  3. Birth of the cruel
  4. Death because of death
  5. Nero forte
  6. Critical darling
  7. A liar’s funeral
  8. Red flag
  9. What’s next
  10. Spiders
  11. Orphan
  12. My pain
  13. Not long for this world
  14. Solway firth


NON CI SI PUÒ LIBERARE DEGLI INCUBI

Uno degli aspetti che preferisco degli Slipknot è quel suono misto di rullante e percussione che suona come uno schiaffone in faccia, dai, vuoi dirmi che non sembrano schiaffi sulle ganasse quelle di Unsainted?

Dare il play a questo disco è come aprire il portale di una dimensione elettrolisergica e catapultarsi in un magma infernale tra i ruggiti di Mr. Taylor e la banda degli inferi che lo circonda.

Anche qui un bel salto negli anni migliori dei nove mascherati.

Uno dei rarissimi casi in cui la presenza di un diggei è tollerata e piacevolmente inserita nel contesto.

Vacca se sono cattivi!

Non so a te, ma a me i suoni dei chitarroni fanno impazzire!

Un disco che più che un disco sembra di essere finiti in mezzo ad una gabbia di MMA e malmenati dagli strumenti dei nostri Slipknot pazzerelli che diciamocelo, non hanno più vent’anni eh!

In Nero Forte si accenna addirittura a qualche coretto simil-pop ma proprio non ce la fanno ad alleggerire il tiro, fortunatamente.

Orphan mi richiama quel mitico “You can’t see California without Marlon Brando’s eyes”

My Pain proprio no, mi lascia parecchio perplesso

Ecco che, mentre scrivo, col demonio in corpo che fatico a scrivere nella giusta direzione e nuovamente (come durante la recensione dei Korn, mi compare il fantastico Natale panettonistico e quei bambini che mi suggeriscono che A-NATALE-POSSO-TUTTO).
Maledetto me e il mio dare possibilità a questa cosa di inserirsi tra me e l’ascolto dell’essenza cosmica cattiva come il babau

Torno a rinnovare il consiglio: disco si, spotify no. Gratis o a pagamento non c’è storia: aprire la confezione facendo attenzione a non danneggiarlo, aprire lo sportello ed inserirlo per godere per tutta la durata dell’amplesso musico-metallico. Non ci sono paragoni che tengano.

Pezzo assoluto del disco: Red Flag

Non l’ho recensito. L’ho ascoltato e mentre lo ascoltavo, qualcosa ha guidato le mie dita sulla tastiera. IMPAREGGIABILI!

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