Marzo 2020, Overdrive Records/Dischi Bervisti/Truebypass, Sperimentale
TRACKLIST

- Estetica morale
- Gli Affari
- Il Santo
- La Scuola
- Il Ladro
- Il Picchiatore
- Lo Stupratore
- Il Baro
- La Sposa
- Lo Sposo
- La Fidanzata
- La Cognata
- Lo Psichiatra
- Sophie Unschuldig
- Fuga, Consapevolezza, Redenzione
Drammatico e immorale, la vita raccontata da archi e batteria
Se c’è una cosa fantastica di questa quarantena, è il tempo a disposizione per fare il pieno sonoro alle cervella.
Bancarotta Morale è il sesto album di Bologna Violenta: li ho tutti in vinile questi quindici anni di produzioni!
Se c’è un artista o un progetto che non solo non mi delude mai, ma che riesce ogni volta ad agganciarmi inebetito alle sue creazioni, è proprio Bologna Violenta.
Non c’è una parola che sia una, eppure le tracce di Manzan (e Vagnoni da qualche anno) sono ultra comunicative e visionarie. Io vedo cose quando ascolto queste opere!
L’impronta è cambiata, si è spostata nella sua naturale evoluzione, ma non la sostanza. Semplicemente se un tempo erano chitarra e violino ad alternarsi in braccio a Manzan, oggi è solo il violino a prendere in custodia le creature mentali del musicista trevigiano.
La violenza ha solo cambiato abito e s’è messa più elegante, diventando ancora più psicologica.
Per quanto mi riguarda, la musica di questo progetto, rappresenta appieno la massima Libertà di espressione e creatività musicale, senza limiti né regole imposte: arte pura.
Qui siamo tra il midi, l’8-bit e le sigle dei film muti, con la potenza struggente delle note infinite prodotte dall’arco maledetto impugnato dal Manzan.
Se Paganini strinse un patto col Diavolo, Bologna Violenta, è ospite a cena col demonio tutte le sere!
Se pensi di ascoltare semplicemente un disco, lascia perdere. Questa è un’opera completa, con tanto di capitoli, tratti da storie di vita vera e vissuta.
Niente zuccherini, si sa: Bologna Violenta riporta con le note, fatti nudi e crudi della realtà, da sempre e (probabilmente) sempre farà così.
Questo album è oltre il concept. Sarebbe riduttivo definirlo tale. Io lo trovo più un’antologia dell’esistenza e dell’immoralità dell’essere umano.
Non ha bisogno di voti o presentazioni. Siamo noi ad avere bisogno di questo disco nella nostra collezione.
Qui siamo a lezione.

