hellBisciu durante un'esibizione

Venerdì 26 settembre 2025 arriverà su tutte le piattaforme digitali e in 200 copie in vinile (già per questo lo adoro), il nuovo album di hellBisciu, cantautore veronese che, attraverso le sue canzoni, scava a fondo nell’anima delle persone… partendo dalla sua.

Prima di arrivare troppo in profondità, ho deciso di farci due chiacchiere e farci raccontare da Nicola Righetti, in arte hellBisciu, il nuovo lavoro in arrivo questo mese: The Gaze.

Ciao Nicola e grazie per essere dei nostri ancora una volta. Allora, pronto a lanciarci questo nuovo disco? Raccontacelo un po’!

Ciao a voi e grazie ancora per l’opportunità di presentare il mio progetto. Credo che, pur nella diversità, sia una naturale conseguenza dei precedenti, mi auguro innanzitutto che sia anche più maturo. Per me scrivere, giocare coi suoni, creare incastri è prima di tutto passione, uno sfogo, una medicina naturale. Non parto mai pensando di fare un brano di un tipo o di un altro, è lasciare scorrere quello che anche i momenti diversi della vita suggeriscono. Per questo, credo, anche a livello di “genere musicale”, non mi sento di appartenere a una scena precisa. The Gaze è un modo, ancora una volta, di guardarmi dentro, guardando anche fuori. La gestazione è stata un po’ più lunga, soprattutto per la convivenza coi live, col lavoro. Contiene idee che erano state abbozzate un po’ di tempo fa e anche cose arrivate di recente. Il tema ovviamente è lo sguardo, inteso sia in modo diretto, come quando ci si guarda umanamente negli occhi tra esseri umani, sia come modo di approccio più metaforico alla vita.

Il disco contiene due singoli già usciti lo scorso anno: “Rabid Dogs” e “Per l’amore di dio”. Del primo c’è anche un video: credi ne usciranno altri relativi ai brani contenuti nel disco? E come scegli quale secondo te merita un video più di un altro?

L’idea di fare un altro video c’è, e spero che possa essere presto realizzabile. In tutta onestà non ho ancora deciso quale sarà il brano, sto valutando due idee, anche per questioni realizzative. Girare “Rabid Dogs” è stata un’esperienza molto forte e la cosa bella è stata la partecipazione emotiva di tutti. Sicuramente sarà comunque una situazione creativa e non di puro marketing.

Nell’era dei singoli mordi e fuggi e della musica liquida, cosa ti dà la forza e il coraggio di produrre dischi e stamparli anche in vinile? Tra cui, diciamolo, ce ne saranno 20 in edizione limitata.

È proprio una scelta. Sicuramente il supporto fisico rappresenta molto di più “l’opera”, ovvero l’antitesi del singolo mordi e fuggi, ma qualcosa per cui ci si prende il tempo e che ambisce a restare. Rispecchia il rituale di ascoltare con calma, mentre si leggono tutte le note di copertina e ci si fa un viaggio nel mondo di qualcun altro con l’idea di entrarci dentro.

A proposito di ascolto su vinile, leggi qui.

Un’altra scelta audace è, a mio avviso, l’uso di due lingue diverse, sia tra una canzone e l’altra sia, a volte, nella stessa canzone. Come mai questa scelta?

La questione della scelta della lingua ha radici lontane, nel senso che mi sono posto la domanda anch’io, ovviamente. Sono sempre stato abbastanza convinto che il mio tipo di proposta potesse avere un respiro più comprensibile fuori dai confini italiani. Ma quando è venuto spontaneo l’italiano, sempre nell’ottica di lasciare uscire, non mi sono assolutamente posto il problema.

Cosa ci dici invece della tua collaborazione con Accannone Records, ormai consolidata?

Ah beh, positiva. Ci siamo conosciuti all’inizio del 2024 e siamo partiti coi piedi per terra per la produzione di un singolo, “Per l’amore di dio”. I primi due dischi li avevo prodotti artisticamente da solo e pur essendone molto soddisfatto, in un’ottica di crescita, ho sentito il bisogno di qualcuno che desse uno sguardo (the gaze, non a caso, di nuovo) esterno a ciò che mi usciva da dentro. In questo senso con Max Martulli, quasi alla cieca, per via del poco tempo che entrambi abbiamo, si è creata una certa empatia, tra quello che desideravo affermare col materiale ancora grezzo che avevo e tutto quello che andava tolto perché c’era già tutto quello che serviva. E ho trovato grandissimo rispetto. Il tutto in due giorni e mezzo in studio con Gabriele Nicu, un tecnico del suono appassionatissimo e molto bravo, che ha curato anche mix e mastering.

Ora parliamo di dischi non prodotti da te, ma quelli che ascolti, che ti hanno formato (e tuttora formano) e che possono indirizzare anche i nostri lettori verso l’ascolto della tua musica: elencaci 5 dischi essenziali secondo te.

Queste sono domande difficili, sempre. 5 tra mille è sempre dura. Sarò vago e a caso

Uno a scelta dei Fugazi
“The Fragile” dei Nine inch Nails
“Quello che non c’è” degli Afterhours
“Disintegration” The cure
“Songs of faith and devotion” dei Depeche Mode

Nel salutarci ti chiedo se e quando sarà possibile ascoltare “The Gaze” dal vivo.

Purtroppo situazioni contingenti non rendono facile la cosa nell’immediatissimo. L’idea o sogno di fare qualche bel concerto, accompagnato da una band è nei piani. Vi invito a seguire però le mie pagine che sicuramente qualcosa accadrà. (PS cercasi anche compagni di viaggio).

Ciao Nicola e grazie della disponibilità. A noi non rimane che attendere questo nuovo gioiellino dell rock alternativo (e cantautorale) italiano.

Grazie a voi ancora! A bit of love, sempre

La Scimmia Verde

Scopri di più su “The Gaze”

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