2024, Autoprodotto, Alternative Rock/New Wave

- Noise Inside My Mind
- The Brave
- Black dog
- Babylon Club
- The Day of Pigs
- Underground
- Faster Than Light
- Where Is My Town
Ombre eighties a suon di slapback
I Ragazzi del Massacro escono – giustamente – ad Halloween 2024 con il loro ultimo lavoro intitolato “Babylon Club”, disco anticipato dai singoli “Underground” e “The Brave”.
Atmosfere cupe, dalle forti influenze New Wave a partire dalla traccia d’apertura “Noise Inside My Mind” e, in realtà, un po’ in tutto l’album. Se non sapessi che sono italiani, li piazzerei tranquillamente tra le band nell’Inghilterra di fine ’70 inizi ’80 perché è esattamente tra quelle sonorità che si incastrano nel grande puzzle dei generi (e sottogeneri) musicali.
Nonostante sia una formazione relativamente giovane, si sente un’ottima maturità sonora e compositiva nei singoli brani e nella costruzione dell’album, sarà forse per l’età media dei componenti, che non sono proprio dei ragazzini.
“Babylon Club”, la title track viaggia verso un più moderno Alt Rock britannico, comunque mantenendosi ben all’interno del calderone post-punk/darkwave del disco. Voce “delayata” al punto giusto che gioca a ping pong con le chitarre, mentre basso e batteria volano in giochi complementari di botta e risposta per completare l’atmosfera in perfetto equilibrio di un disco uscito nel 2024 ma preso in braccio dagli anni ’80.
Interessanti anche le sonorità e le armonie delle chitarre, che trovano sostegni “insoliti” nelle sfumature dissonanti che rendono unica una traccia come “Faster Than Light”.
Uno slapback costante preso in prestito dal più vecchio cugino Rockabilly che fa tutto un po’ Joy Division in compagnia di P.I.L., Depeche Mode e New Order rende il tutto ancora più credibile (si percepisce l’accurata ricerca sonora fatta dai musicisti).
8 tracce estremamente coerenti tra loro, in una sorta di concept che, nonostante rimanga ben saldo e ancorato al suo genere di riferimento, non risultata né scontato né ripetitivo tra le canzoni che lo compongono.
La Scimmia Verde
