Patti Smith live @ PalaUnical (MN) – Ph. Francesco Consolini

Il maltempo non poteva certo fermare la tappa mantovana della Sacerdotessa del rock, Patti Smith. Il concerto infatti, dopo la pronta comunicazione da parte dell’organizzazione, è stato spostato dall’incantevole cornice di Palazzo Te al PalaUnical, sempre a Mantova, che in questo momento si sta riempiendo di fan della Sig.ra Smith.

Palco sobrio, un telo nero come fondale, luci blu-viola che illuminano dall’alto: quello stile minimale che lascia spazio solo alla grande arte di chi mette esclusivamente le proprie parole, voce e musica al centro della scena; altro sarebbe di troppo.

Qualche applauso e coro di incitamento durante gli ultimi minuti di attesa riempiono gli istanti di chi, da questa parte del palco, non vede l’ora di vederlo animato.

Alle 21:22 salgono sul palco Seb Rockford (batteria), Tony Shanahan (basso, tastiere), Jackson Smith (chitarra), il figlio di Patti Smith e poi arriva lei, con la sua lunga chioma bianca e l’iconica giacchetta, un’elegante leonessa che, amorevolmente, saluta i suoi fan, a cui dà il benvenuto in questa nuova location.

È “Ghost Dance” ad aprire le danze, come a voler celebrare l’ultima delle date del Mantova Summer Festival. Continua con “Summer Cannibals” durante la quale salta e balla, in splendida forma.

Patti dedica un momento del concerto a Pasolini, lasciando spazio alla poesia “Supplica a mia madre”, ringraziando lui, l’Italia e Mantova (di cui ha ricevuto il simbolo della città, il busto di Virgilio).

La poetessa spende parole sul suo amore per la pioggia poco prima di interpretare la stupenda “Man in the Long Black Coat” di Bob Dylan intonando, subito dopo, la sua “Cash”, canzone scritta in ricordo di un altro uomo in the long black coat, Johnny Cash.

Patti Smith ha una buona parola per tutti, un pensiero, come un’amica di casa, di vecchia data… una donna che si fa voler bene davvero, che non si è mai messa su un piedistallo, rimanendo con la gente e anche stasera lo ha dimostrato, dalle presentazioni del figlio Jackson alle varie dediche delle canzoni fino al non essersi ovviamente risparmiata contro le guerre e le armi, lamentando che queste, nel suo Paese, purtroppo sono ovunque. È in questo momento che il palco diventa la casa della sua memorabile versione di “Smells Like Teen Spirit”, ricordando Kurt Cobain e il suo destino.

Patti Smith live @ PalaUnical (MN) – Ph. Marco Brondi

“People Have The Power” è la giusta e degna conclusione di un concerto tanto energico quanto initmo e riflessivo, canzone che libera tutta la platea, che si fionda sotto al palco a cantare insieme questo grande inno alla libertà e ai propri diritti di persone, concludendo il concerto in una grande festa e infondendo speranza in tutti noi.

“Don’t forget it: use your voice!” è l’ultima frase che dice Patti Smith salutando il pubblico di Mantova dopo un’ora e mezza di concerto.

Ai concerti di Patti Smith non si rimane mai seduti, è la prassi.

La Scimmia Verde

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