2019, Overdub Recordings, Stoner

suono ibrido

TRACKLIST

  1. Vuoto
  2. La lente dell’odio
  3. Greta
  4. DMA
  5. Abissi
  6. Canzone del sole
  7. Mattine Grigie
  8. Stasi
  9. Trieste (la casa vuota)



PROFONDITÀ ILLUMINATE DA UN SOLE OSCURO

È inutile. Possono raccontarmi tutte le fantasie del mondo su quello che richiede “il mercato”, sui dogmi da seguire per sfondare, riguardo a cosa va e cosa no. Tutti quei “devi” o “non devi”.

È inutile: preferisco di gran lunga le band legate alle radici della musica pura, sempre pronte a mantenere lo sporco che le rende essenzialmente inarrivabili per chi nuota in superficie e non sostiene l’apnea del disagio esistenziale.

Le radici de Le Pietre Dei Giganti, vanno in profondità, e toccano il fondale degli abissi, della mente, dell’anima e del rock.

Non posso introdurre diversamente un disco che mi si presenta ai timpani con un brano come Canzone del sole. Un pezzo frammentato in un dialogo tra sessione ritmica e tutto il resto.
Una voce che pare provenire davvero da quell’abisso definito dalla band fiorentina.

Qui non è che si prendono le regole di mercato e si capovolgono.

Qui si ignorano completamente, non per mancata conoscenza, ma per evitamento volontario. Perché sarebbero un vincolo inutile al potere creativo dei nostri toscani. Le regolette non vengono nemmeno considerate: si sfondano i coni delle casse e basta. Si sfondano i muri fatti di ovvietà, uniformità e prevedibilità, per lasciare spazio all’informità delle onde sonore che arrivano nel petto dell’ascoltatore come schegge di un’esplosione.

Un album coerente e imprevedibile, come le correnti che negli abissi ti possono portare sul fondo se ti ci lasci dolcemente trasportare, nel turbinio violento dell’anima, nella dualità che ognuno di noi possiede.

La colonna sonora del Signor Hyde.

Si può esordire così? Sfondare in questo modo il portone d’ingresso al grande Stato della Musica? Che si possa o no, Le Pietre Dei Giganti lo hanno fatto, e bene.

Sarà che nel nome sta la spiegazione di tutto: si tratta di pietre dei giganti. Le sassate non possono che essere macigni, solo che, al posto di piovere dal cielo, arrivano dalle profondità del nostro Io.

Toh!

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