2020, Moment of Collapse/Shove Records, metal/strumentale

TRACKLIST
- A vision of the Earth
- Hardship of Joy
- At the edge of Beulah
- The divert of perceptions
- Dreams of Leutha
- The endless strife
Un corazzato privo di parole, inesorabile nella spianata globale
Agosto 2020, periodo post-pandemico, fa caldo.
Verrebbe facile dire “accendi il ventilatore”, ma ho pensato diversamente:
– ho dato il play a Ulro, l’ultimo lavorone dei Rise Above Dead
– ho alzato il volume a livelli da TSO (per il buon vicinato)
– e l’aria che mi rinfresca è quella che mi sparano contro le casse sotto lo stress più forte della loro gloriosa carriera.
Tu mi dirai: Perché? E io ti rispondo: perché è più piacevole il ronzio del ventilatore (che fa quasi venire più caldo) o le sei tracce che compongono questo capolavoro da ring (categoria pesi massimi, ovviamente!)?
Io sono un feticista della parola e trovo un immenso piacere fisico nel metterle giù, una ad una, per arrivare a riempire chilometri di bianco che si diverte a bloccare la creatività alle persone. Ecco che, dischi come questo, dove non viene proferita una sillaba, mi fanno incazzare perché dicono molto di più di tantissimi dischi pieni di caratteri stampati su word!
Capisci? Io scrivo, e questi qua rovinano tutte le mie teorie da fanatico della parola!
Quindi sai che faccio? Ne scrivo! Traduco in parole la musica dei Rise Above Dead, quasi a far loro un dispetto!
Non so nemmeno da dove partire a raccontartelo, forse dalla profondità dei bassi provocati dalla sezione ritmica accompagnati da chitarre con frequenze altrettanto basse e larghe, arroganti. Le passeggiate che il batterista si fa sui tom della sua trincea acustica coronano e completano il cerchio sonoro del quartetto.
E pensare che la mia curiosità verso questo album è partita da un supposto refuso “Guarda te, questi mi hanno scritto – Ulro – anziché – Urlo!”
Solo ora capisco quanto ingenua e scontata sia stata la mia supposizione, e lo sto ammettendo al min 4:31 di Dream of Leutha, sotto a quello che sembra un John Deere al minimo.
M’inchino, mi scuso, mi prostro al vostro volere, accompagnatemi dove volete, fatemi perdere le tracce della realtà, dominato dalle vostre canzoni.
Varie, pesanti, visionarie, poetiche ed assolutamente autoritarie.
Dove e quando suonate? Ditemelo!!!
