suono ibrido

2020, autoprodotto, Hard/Stoner

  1. Skin Frame
  2. Losing Weight
  3. Pearl
  4. Faded Sun
  5. Ashes
  6. Piligrimage To Chernobyl
  7. Throw Me Out
  8. Sharks
  9. The Storm Is In A Room
  10. Pigs With Ties

La tempesta dei ’90 è ancora nella stanza…e picchia duro!

Vacca boia! Dai è inutile girarci intorno! A cosa serve fare i palati raffinati quando le tracce di un disco sono badilate che si riversano come una tempesta di furia contro la schiena?

A niente! Ecco a cosa! Serve onestà, come sono onesti i pugliesi Liverache Corporation.

Stai vivendo una giornata di m***a? Fidati di me – ti fidi di me, vero? – e corri subito dove puoi, cerca come un disperato tra i social e l’internet alla ricerca di una traccia estrapolata dal rabbioso Discomfort.
Scava, sporcati le mani, fanne parte anche tu, sentiti coinvolto perché sentirti parte di queste sonorità non può che appagarti, donarti quel lieve sorrisetto strafottente e zittire la sottospecie di acufene che può derivare da una giornata partita storta.

E se ti sei svegliato bene? Beh cosa aspetti a raggiungere l’apice dell’orgasmo uditivo e caricarti come una iena in un deserto di sabbia e cactus lisergici? (Ci sono le iene nei deserti? Ma noi ce le mettiamo anche se non si può! In fondo, quando il volume dell cuffie è abbastanza alto da non farti percepire nemmeno i tuoi pensieri, tutto può essere).

Quando il tuo malessere si veste dei suoni sgranati e sprigionati dai Liverache Corporation hai trovato dei fratelli, con cui puoi mezzogaudiare il tutto e sentirti meglio.

Perché a quelli che gli piace il suono pesante li riconosci per le istrade.

Lo so, ho perso un po’la rotta, ma credimi, per comunicare coi miei conviventi sto urlando, ed è un grido anche quello che si sprigiona dal cervello armonizzando un coro con l’inquietudine di questo disco.

Figli dei migliori nineties, i Foggiani qui, sanno parecchio il fatto loro e lo conferma quest’autoproduzione fatta coi fiocchi (infuocati di rabbia).

Io andrei avanti a raccontarti cosa provo ascoltando questo disco, ma sinceramente ho una voglia matta di mettermi davanti allo specchio, pogare, cedere a un incessante headbanging‘ (con relativo neckbreaking e fingere di saper suonare la chitarra saltando come un indemoniato.

Sarà la mia mezzosanguineità col paese dei taralli, ma ci metterei la firma per sentirmeli dal vivo una volta al mese questi palm-muting che solo chi inizia a sbiancare la barba sa apprezzare davvero.

Niente elettronica (o il minimo necessario): chitarre, bassi, batteria, 4/4 dritti come un tiro di cerbottana e corde vocali rubate a qualche demone.

Cos’altro vuoi che ti dica? Sono già davanti allo specchio a rendere onore al miglior rock dei ’90!

Godi!

Contrassegnato da tag

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...